Amianto e Superbonus, la rimozione rientra nel 110%

amianto e superbonus

Amianto e Superbonus, la rimozione rientra nel 110%. Un argomento purtroppo sempre attuale è quello legato alla rimozione e allo smaltimento dell’amianto. Perché parliamo in particolare di questa operazione? Perché è possibile effettuarla applicando il Superbonus 110%, se unita ad un lavoro di riqualificazione energetica. In sostanza se durante l’esecuzione di un intervento trainato risulta necessaria la rimozione dell’amianto, le spese per la lavorazione rientreranno fra quelle «coperte» dalla maxi-agevolazione. L’esempio concreto è la necessità di installare i pannelli fotovoltaici sul tetto: se per farlo serve rimuovere e quindi smaltire l’asbesto allora il costo per tale intervento entrerà fra quelli del Superbonus. È facile intuire che si tratta di un’opportunità ghiotta, da non perdere: a fronte di un intervento trainante, fra i trainati potrebbero rientrare il fotovoltaico e l’eliminazione dell’amianto.

Amianto e Superbonus, le tecniche

Ricordiamo che sono tre le tecniche d’intervento per i materiali contenenti amianto. Con la rimozione si elimina ogni potenziale fonte di esposizione e ogni necessità di attuare specifiche cautele per le attività che si svolgono nell’edificio. Comporta un rischio estremamente elevato per i lavoratori addetti e produce notevoli quantitativi di rifiuti speciali che devono essere correttamente smaltiti. In genere richiede l’applicazione di un nuovo materiale, in sostituzione dell’amianto rimosso. La seconda tecnica è quella dell’incapsulamento: in questo caso l’amianto è trattato con prodotti penetranti o ricoprenti che, a seconda del tipo di prodotto usato, tendono ad inglobare le fibre di amianto, a ripristinare l’aderenza al supporto, a costituire una pellicola di protezione sulla superficie esposta. Non richiede la successiva applicazione di un prodotto sostitutivo e non produce rifiuti. Il rischio per i lavoratori addetti è generalmente minore rispetto alla rimozione.

Il confinamento

È il trattamento di elezione per i materiali poco friabili di tipo cementizio. Il principale inconveniente è rappresentato dalla permanenza nell’edificio del materiale di amianto e della conseguente necessità di mantenere un programma di controllo e manutenzione. Terza e ultima tecnica è quella del confinamento: consiste nell’installazione di una barriera a tenuta che separa l’amianto dalle aree occupate dell’edificio. Se non viene associato ad un trattamento incapsulante, il rilascio di fibre continua all’interno del confinamento. Rispetto all’incapsulamento, presenta il vantaggio di realizzare una barriera resistente agli urti. Occorre sempre un programma di controllo e manutenzione, in quanto l’amianto rimane nell’edificio; inoltre la barriera installata deve essere mantenuta in buone condizioni. Rispetto agli altri due interventi presenta un costo più contenuto.