Il Bonus Facciate è un’opportunità

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Il Superbonus al 110% ha messo leggermente in ombra un’altra importante misura riguardante l’edilizia, introdotta negli ultimi giorni del 2019. Parliamo del Bonus Facciate, un’opportunità assolutamente da considerare e portata in dote dalla Legge di Bilancio 2020, dunque in vigore dall’1 gennaio scorso. Con la comparsa dell’emergenza legata alla pandemia di Covid-19 e l’arrivo del Superbonus tale misura non ha visto accendere intorno a sé l’entusiasmo che invece avrebbe meritato. In ogni caso l’obiettivo del Governo era ed è quello di «abbellire» gli edifici delle città. Per farlo ha dunque introdotto la possibilità di recuperare il 90% dei costi sostenuti senza un limite massimo di spesa. L’agevolazione consiste in una detrazione dall’imposta lorda (Irpef o Ires). Va ripartita in 10 quote annuali costanti e di pari importo nell’anno di sostenimento delle spese e in quelli successivi.

Il Bonus Facciate

Possono beneficiarne tutti: può infatti essere usufruita da inquilini e proprietari, residenti e non residenti nel territorio dello Stato, persone fisiche e imprese. L’importante, per averne diritto, è realizzare interventi di recupero o restauro della facciata esterna di edifici esistenti, di qualsiasi categoria catastale. C’è tuttavia un vincolo importante. Gli immobili oggetto dell’intervento si devono trovare nelle zone A e B, oppure in zone a queste assimilabili in base alla normativa regionale e ai regolamenti edilizi comunali. Sono agevolabili i lavori realizzati per il rinnovamento e il consolidamento della facciata esterna, inclusa la semplice pulitura e tinteggiatura esterna sulle strutture opache, e gli interventi su balconi, ornamenti e fregi. Beneficiano della detrazione anche i lavori sulle grondaie e i pluviali, su parapetti e cornici.

Cessione del credito e sconto in fattura

Sono comprese anche le spese correlate. Dall’installazione dei ponteggi allo smaltimento dei materiali, dall’Iva all’imposta di bollo, dai diritti pagati per la richiesta di titoli abitativi edilizi alla tassa per l’occupazione del suolo pubblico. L’agevolazione riguarda, in pratica, tutti i lavori effettuati sull’involucro esterno visibile dell’edificio. Cioè sia sulla parte anteriore, frontale e principale dell’edificio, sia sugli altri lati dello stabile (intero perimetro esterno). Il bonus non spetta, invece, per gli interventi effettuati sulle facciate interne dell’edificio, se non visibili dalla strada o da suolo ad uso pubblico. All’atto della sua introduzione non erano previste la cessione del credito e lo sconto in fattura: il Decreto Rilancio cambia però le carte in tavola, allargandole anche a chi intende approfittare soltanto del Bonus Facciate.