Il futuro del Superbonus, sarà ancora maxi-agevolazione?

il futuro del Superbonus al 110%

Qual è il futuro del Superbonus? Sarà ancora maxi-agevolazione? Più che leggere nel futuro possiamo analizzare le carte, o meglio, le proposte che attualmente sono sul tavolo. Cercando di capire in che direzione si sta andando. In definitiva pare che la politica si stia orientando per introdurre una detrazione fiscale unica al 75% che andrà a sostituire i differenti bonus già presenti, ovvero l’Ecobonus (50% e 65%), il Bonus Facciate (90%), il Bonus Ristrutturazione (50%), il Bonus Verde (36%) il Bonus Mobili (50%) e il neonato Bonus Idrico (%). E tra questi dovrebbe rientrare anche il Superbonus 110%: la maxi-detrazione rischia dunque già di sparire.
In parallelo si andrà verso uno snellimento delle procedure necessarie per aderirvi: proprio questo infatti è uno dei tasti dolenti della misura, giudicata da più parti troppo laboriosa e complessa.

Il futuro del Superbonus, si va comunque verso il 2023

E ancora. Fra le novità dovrebbero dimezzarsi i tempi del rimborso per la detrazione, passando da dieci a cinque anni (come già vale per il Superbonus ma non per gli altri bonus). In discussione c’è anche un possibile ampliamento della platea dei destinatari: si discute se aprire anche alle strutture ricettivi, agli hotel, alle imprese agricole e alle aziende agrituristiche. In ogni caso chi ha avviato i lavori e chi li sta per avviare non deve temere: la «favolosa» detrazione al 110% non perderà valore proprio sul più bello.

Le scadenze ufficiali

Si dovrebbe infatti andare avanti senza problemi con la super aliquota fino al 31 dicembre 2023. E’ quanto richiesto da Camera e Senato, prolungando ulteriormente le attuali scadenze ufficiali. Ovvero il 30 giugno 2022 per tutti i lavori; il 31 dicembre 2022 per i condomini che a giugno 2022 abbiano concluso almeno il 60% dei lavori; il 30 giugno 2023 per gli ex-IACP che al 31 dicembre 2022 abbiano concluso almeno il 60% dei lavori.

I punti al vaglio

In sostanza il Superbonus non diventerà strutturale, come invocato da più parti. Ma vivrà ancora due anni e mezzo di applicazione, per poi cedere il posto ad un’autentica ristrutturazione riguardante i bonus edilizi. Che comprenda anche la creazione di un portale unico per la cessione del credito. Si pensa ad un’infrastruttura digitale in grado di garantire la certificazione dei crediti d’imposta e la loro circolazione fra gli operatori come mezzi di pagamento di beni e di servizi. Tutti questi spunti di dibattito sono al vaglio per rientrare nell’ambito del PNRR, ovvero il Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza.