Sconto in fattura e cessione del credito, si comincia!

sconto in fattura

Sconto in fattura e cessione del credito, si comincia sul serio. Da giovedì 15 ottobre il Superbonus 110% è diventato operativo a tutti gli effetti. E’ infatti possibile comunicare all’Agenzia delle Entrate la scelta dell’opzione dello sconto in fattura o della cessione del credito. Il modello da compilare e inviare online è quello approvato con il provvedimento dell’8 agosto. Poi modificato dal provvedimento del 12 ottobre, disponibile sul sito dell’ADE.

Sconto in fattura e cessione del credito

Ricordiamo dunque che in alternativa alla fruizione diretta della detrazione, è possibile optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi (sconto in fattura). Oppure per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante. La cessione può essere disposta in favore dei fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi; di altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti); di istituti di credito e intermediari finanziari. I soggetti che ricevono il credito hanno, a loro volta, la facoltà di cessione.

Come esercitare l’opzione

Per esercitare l’opzione, oltre agli adempimenti ordinariamente previsti per ottenere le detrazioni, il contribuente deve acquisire anche il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione, rilasciato dagli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni (dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro) e dai CAF. Servirà anche l’asseverazione tecnica relativa agli interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico, che certifichi il rispetto dei requisiti tecnici necessari ai fini delle agevolazioni fiscali e la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

Non solo riqualificazione energetica

Infine non bisogna scordare che sconto in fattura e cessione del credito riguardano anche gli interventi di recupero del patrimonio edilizio. Così come quelli di recupero o restauro della facciata degli edifici esistenti (il cosiddetto bonus facciate) e per l’installazione di colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici.