Superbonus, le novità del Decreto Semplificazioni

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Superbonus, ecco le novità del Decreto Semplificazioni. Da martedì 1 giugno è entrato in vigore il Decreto Governance e Semplificazioni, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il giorno precedente, lunedì 31 maggio. Si tratta di un passo importante anche per il Superbonus 110%, dal momento che contiene alcune importanti novità, a lungo dibattute, inerenti al mondo dell’edilizia. La ratio con cui è stato pensato il provvedimento va nella direzione di semplificare le procedure, rendendo più snello l’accesso alla maxi-detrazione introdotta con il Decreto Rilancio di più di un anno fa. Andiamo ad analizzare i principali cambiamenti introdotti.

Superbonus, le novità del Decreto Semplificazioni

In primis gli interventi agevolati con il Superbonus potranno essere realizzati semplicemente con la CILA, ovvero la Comunicazione Inizio Lavori Asseverata. Ciò non vale però per i lavori di demolizione e ricostruzione dell’edificio. In pratica tali interventi agevolati sono da considerarsi manutenzioni straordinarie: si tratta di un importante semplificazione. E non è tutto: non sarà richiesto lo stato legittimo degli immobili. La CILA infatti dovrà attestare gli estremi del titolo abilitativo che ha previsto la costruzione dell’immobile o del provvedimento che ne ha consentito la legittimazione. Per gli immobili più «anziani», basterà invece attestare che la costruzione dell’edificio è stata ultimata prima del 1° settembre 1967.

Quando può essere revocato

Il decreto poi è molto chiaro: «resta impregiudicata ogni valutazione circa la legittimità dell’immobile oggetto di intervento» e «restano in ogni caso fermi gli oneri di urbanizzazione dovuti in base alla tipologia di intervento proposto». Significa che eventuali irregolarità potranno essere segnalate nelle sedi opportune, ma il tecnico non dovrà preoccuparsi di accertarle preventivamente. Ricapitolando si può affermare che il Superbonus può essere revocato in caso di mancata presentazione della CILA; di interventi realizzati in difformità dalla CILA; assenza dell’attestazione del titolo abilitativo o dell’epoca di realizzazione dell’edificio; non corrispondenza al vero delle attestazioni. Proseguiamo con la questione riguardante le barriere architettoniche degli edifici: anche questa tipologia di interventi rientra ora fra gli interventi trainati. Attenzione però: questi interventi dovranno essere realizzati da persone di età superiore a 65 anni ed essere effettuati congiuntamente ad uno dei lavori antisismici incentivati con il Superbonus.

Che cosa è rimasto fuori?

La maxi-agevolazione del 110% è stata estesa anche ad ospedali, case di cura, convitti, collegi, ospizi, conventi, seminari e caserme, con e senza fine di lucro. Vincolo principale è che i titolari svolgano prestazioni di servizi sociosanitari e assistenziali e che i membri del Consiglio di Amministrazione non percepiscano alcun compenso o indennità di carica. Che cosa invece è rimasto escluso dalle modifiche del Superbonus? Nei giorni precedenti alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Governance e Semplificazioni erano circolate diverse bozze, contenenti alcune misure che andavano a modificare ulteriormente l’agevolazione. Tuttavia alcune di queste poi non sono passate e sono state rinviate al futuro o cancellate per sempre. Di sicuro nel testo definitivo è sparita la possibilità per le unità immobiliari, situate all’interno di edifici plurifamiliari, prive di accesso autonomo esterno, di approfittare del Superbonus per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

In attesa della proroga…

Anche la modifica della definizione di impianto termico non ha trovato lo sbocco finale: avrebbe consentito agli immobili sprovvisti di un impianto termico fisso di accedere alla maxi-agevolazione per l’efficientamento energetico. Niente da fare nemmeno per alberghi e pensioni: per il momento queste due tipologie di immobili restano escluse dal Superbonus.
E ora si attende la tanto attesa proroga…