Il mercato immobiliare è ripartito

il mercato immobiliare

ll mercato immobiliare è ripartito. Secondo un’indagine svolta dalla Fiaip (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) su circa 1000 agenti immobiliari, dal giorno di riapertura delle attività, sono riprese a pieno regime le visite agli immobili sia in vendita che in locazione, la domanda potenziale sembra addirittura cresciuta e sono state raccolte le prime proposte d’acquisto, anche beneficiando dello stock di oltre 20.000 transazioni non portate a termine durante il periodo di lockdown. Dopo il buio quindi, s’iniziano a intravedere i primi bagliori dell’alba confermando che la pandemia Covid-19 non ha spento la voglia di casa, anzi: la propensione all’investimento immobiliare da parte degli italiani si è maggiormente rafforzata a causa dell’incertezza dei mercati finanziari sottoposti alla globalizzazione, ma anche per una nuova consapevolezza che vede nell’acquisto della propria abitazione l’approdo in un luogo sicuro per sé e la propria famiglia.

Il mercato immobiliare è ripartito

Il mattone batte il virus, nonostante il clima economico negativo. In un clima congiunturale di recessione, in cui l’Istat prevede una marcata contrazione del Pil nel 2020, con una caduta dell’8,3%. E una ripresa parziale nel 2021, il settore immobiliare si conferma come uno dei pochi comparti dell’economia italiana su cui il Paese può far leva per accelerare una ripartenza tra il 2020 e 2021.  Nel secondo trimestre 2020, secondo il Centro Studi Fiaip, si fotografa una situazione stazionaria per il mercato immobiliare residenziale. Rispetto allo stesso periodo del 2019, anche per quanto concerne i valori immobiliari. Viceversa, relativamente ai settori commerciale e direzionale si registra una contrazione dei valori per le locazione di uffici, con un altrettanto forte riduzione dei metri quadri richiesti dalle aziende. Medesima situazione per quanto concerne i negozi che continuano a soffrire gli effetti della crisi.

Il limbo del settore turistico

Il settore turistico è attualmente in una situazione di “limbo” nell’attesa di una ripartenza del flusso dei collegamenti. Nonostante il periodo di grande difficoltà e incertezza, sarebbero più di 2 milioni le famiglie propense all’acquisto immobiliare nel nostro Paese. In un  mercato che vede prevalentemente sostituzioni della prima casa, anche in virtù di un ritrovato credito immobiliare, che si conferma un alleato valido, grazie al fatto che l’Italia è il Paese in Europa dove costa di meno finanziare l’acquisto di un immobile. La fine del lockdown quindi segna una ripartenza del Real Estate favorendo quelle famiglie desiderose di investire a prezzi convenienti e con tassi d’interesse irrisori. Sono chiari i segnali della voglia di ripartire da parte delle piccole e medie imprese.

Modificata la domanda abitativa

L’evoluzione del mercato immobiliare potrà essere determinata nei prossimi anni dalla capacità dell’offerta di rispondere. In termine di qualità e fruibilità degli immobili, alle nuove esigenze della domanda condizionata da una rapida evoluzione dei modi di abitare. Ossia di vivere la propria abitazione anche come luogo dove lavorare e produrre.  Nonostante il periodo di grande difficoltà e incertezza, dopo gli ultimi mesi trascorsi in lockdown sono sempre più le famiglie e i single che chiedono immobili di varia metratura più vivibili e ampi. L’abitazione maggiormente richiesta continua a essere il trilocale, che non solo deve godere di tutti i servizi (metro-bus, supermarket, farmacie, alimentari) in prossimità. Ma anche disporre di terrazzi e balconi o di aree a verde privato, oltre ad uno spazio dove poter lavorare in smart-working.